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Rhynchocinetes durbanensis "E' in definitiva un invertebrato che non dovrebbe mai mancare in un acquario di barriera!"


Esaurito
Esaurito

Rhynchocinetes durbanensis (tag.M) Crostaceo, di piccole dimensioni, dell'ordine dei Decapoda, famiglia dei Rhynchocinetidae; è diffuso nell'Oceano Indiano e nell'Oceano Pacifico tropicale, endemico nel Mar Rosso. Il corpo presenta la tipica forma dei decapodi astacoidi, nettamente diviso in due parti, cefalotorace ed addome, detti rispettivamente Pereon e Pleon; il cefalotorace è robusto, corto, tozzo e completamente ricoperto da una corazza chitinosa ed impregnata di sali calcarei detta Carapace; sula parte anteriore del cefalotarace è presente un rostro, lungo, seghettato e mobile verticalmente, che generalmente viene portato rivolto verso l'alto; a fianco del rostro sono disposte due coppie di antenne; le antenne più piccole sono rivolte verso il davanti mentre quelle più lunghe e mobili vengono orientate in diverse posizioni, sia in avanti che all'indietro; gli occhi, molto grossi e mobili, sono sostenuti da un corto peduncolo articolato; l'apertura orale è dotata di due coppie di mascelle ed una coppia di mandibole; intorno all'apertura orale vi sono tre coppie di arti modificati, detti Massillipedi, utilizzati per portare il cibo alla bocca; nella parte inferiore del cefalotorace vi sono 5 paia di arti ambulacrali, detti Pereiopodi; gli esemplari di sesso maschile sviluppano, sul primo paio di pereiopodi, una coppia di chele. Anche l'addome, leggermente più lungo del cefalotorace, è ricoperto da una corazza chitinosa, impregnata di sali di Calcio, e presenta una caratteristica gobba, onde il curioso nome comune; sotto all'addome vi sono 6 paia di appendici, dette Pleopodi, che vengono utilizzate per smuovere l'acqua nei pressi delle branchie e, negli esemplari di sesso femminile, per sostenere le uova; l'addome termina con un segmento, dettoTelson, affiancato da una coppia di appendici piatte, dette Uropodi; ognuno dei due uropodi è diviso in tre parti, una prossimale e due distali; quest'ultime, dalla forma di un ventaglio allungato, sono dette Endopide, quella più interna, ed Esopide, quella più esterna; il telson e gli uropodi costituiscono la coda del Rhynchocinetes durbanensis, che viene generalmente portata chiusa a pennello. Il carapace e l'addome sono semitrasparenti, con leggeri riflessi giallini, ed attraversati, in tutte le direzioni, da strisce di color rosso che separano delle macchie anulari del medesimo colore; superiormente, al centro del cefalotorace, vi è un disegno di color bianco o crema, a forma di "Y", bordato da una sottile riga, di color rosso scuro, che separa tre disegni composti da due macchie anulari dello stesso colore; al centro dell'addome è presente una grossa riga trasversale, sempre di color bianco o crema, bordata da una righina bruna; anche i Pereiopodi sono percorsi da strisce longitudinali, di color rosso. Il Rhynchocinetes durbanensis è molto simile al Rhynchocinetes australis ed al Rhynchocinetes uritai, dai quali si distingue per le macchie anulari e per la forma della macchia presente sulla parte superiore del cefalotorace; a forma di "Y" nel primo, a forma di forchetta arrotondata nel secondo ed assente nel terzo. In natura il Rhynchocinetes durbanensis vive al sicuro dai predatori nelle fessure della roccia, su strapiombi rocciosi, tra i detriti del corallo, entro crepe, crepacci e grotte, solitario o, più spesso in piccoli gruppi. Questo simpatico crostaceo richiede un acquario ricco di anfratti e nascondigli ed un periodo di acclimatazione al buio particolarmente lungo poiché in condizioni differenti potrebbe facilmente morire di paura; una volta ben ambientato è poco timoroso, vivace e sempre in movimento per la vasca; si consiglia di allevarlo in piccoli gruppetti, meglio se formati da un maschio e più femmine. Il Rhynchocinetes durbanensis è un invertebrato molto robusto, poco esigente per quanto riguarda le caratteristiche chimico fisiche dell'acqua, che deve essere semplicemente ben ossigenata e filtrata, meglio se tramite un Filtro Esterno pressurizzato con la portata oraria di almeno quattro volte la capacità dell'acquario. E' meglio preparare l'acqua dell'acquario con appositi Sali Marini sintetici di ottima qualità; il prezzo superiore verrà in breve tempo ammortizzato. Comunque, per mantenere il nostro ospite in perfette condizioni, è sempre consigliabile effettuare cambi parziali preceduti da una sifonatura del fondo, regolari trattamenti con un Ozonizzatore di adeguata portata, meglio se realizzati all'interno di un'apposito Schiumatoio, che aiuta anche a ridurre la naturale produzione di fosfati e nitrati effettuata dai batteri aerobici; sono anche consigliate aggiunte regolari di Oligoelementi e Bioelementi e di preparati a base di Iodio per favorire la muta. Onnivoro in natura, in acquario il Rhynchocinetes durbanensis accetterà una dieta variata a base di cibi freschi, congelati oppure Liofilizzati, come artemie, mysis, chironomus, krill ma si adatterà anche a ripulire tutti gli avanzi di cibo che incontra, contribuendo così alla pulizia della vasca che lo ospita. Unico difetto di questo piccolo gambero consiste nel fatto che nel continuo vagabondare nella vasca può infastidire, calpestandoli, alcuni di essi come anemoni, alcionari, coralli molli, madrepore e zoantidi. E' in definitiva un invertebrato che non dovrebbe mai mancare in un acquario di barriera!


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